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BOLLETTINO NIVO-METEOROLOGICO
VALIDO PER L'APPENNINO EMILIANO E PIANURA EMILIANA Bollettini
didattici a fine della diffusione della cultura scientifica (MIUR –
L.6/2000) |
| EMISSIONE N° 1
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del giorno |
Parte nivologica
per
la parte meteo puoi consultare il METEO-BOLLETTINO
"Vetrina" |
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| In questa pagina troverete le sole valutazioni nivologiche, mentre la parte meteo è disponibile nella "vetrina meteo" che viene aggiornata quasi quotidianamente nei giorni feriali |
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SITUAZIONE SINOTTICA GENERALE |
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| Vedi
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| Situazione del manto nevoso dell’Appennino- analisi del 27 dicembre 2005 |
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| Profilo occasionale del 27 dicembre 2005 a est di Sette Fontane
Ore 14:34 - Visibilità: alcuni km. - Nuvolosità: 5/8 - Vento: raffiche che innescano trasporto di neve per saltazione. - Profondità manto nevoso in sito occasionale: circa 92 cm (presenza di base ghiacciata che non ha permesso di raggiungere il terreno con la pala). - Condizioni topografiche: versante esposto a nord; piccola conca da deposizione preferenziale di neve trasportata dal vento; croste e sastrugi da vento di piccole dimensioni nei pressi del luogo scelto per il profilo. -
DESCRIZIONE DEL PROFILO OCCASIONALE: I primi 3 cm sono costituiti da uno strato di neve ventata quasi-portante: i cristalli sono principalmente particelle di precipitazione estremamente frammentate, molto piccole. A luoghi si possono ancora riconoscere porzioni di dendriti stellari, aghi ecc. - La precipitazione mattutina ha lasciato anche un sottile strato superficiale di graupel.
Lo strato di 9 cm sottostante è costituito da cristalli di precipitazione ancora ben visibili, di diametro massimo prossimo ai 3 mm, con una minor percentuale di particelle di precipitazione frammentate.
Il terzo strato, che va da 78 a 64 cm, presenta cristalli arrotondati di diametro massimo inferiore a 0.5 mm, mentre lo strato sottostante, da 64 a 52 cm, presenta cristalli arrotondati di diametro massimo intorno a 0.5 mm, con piccoli accenni di sfaccettature allo stadio iniziale. - Il penultimo strato è costituito da cristalli arrotondati di diametro massimo superiore a 0.5 mm, con una piccola percentuale di forme miste, di passaggio verso cristalli sfaccettati. - L'ultimo strato, di cui non è stato possibile raggiungere la base, è interamente composto da ghiaccio. - INTERPRETAZIONE DEL PROFILO OCCASIONALE - Il consistente spessore di ghiaccio basale si è formato per fusione e rigelo della prima neve della stagione. La sua presenza ha finora agito da isolante tra la superficie del suolo, vicina a 0°C, e la superficie del manto nevoso, impedendo che si sviluppasse un forte gradiente termico, responsabile della formazione di cristalli di brina di fondo. Un metamorfismo sostanzialmente da equi-temperatura ha quindi agito all'interno del manto sviluppando cristalli arrotondati di dimensioni ancora relativamente piccole, che determinano una struttura compatta. Il vento ha rielaborato i cristalli di precipitazione più superficiali, spezzettandoli e compattandoli, dando origine ad una superficie che, a luoghi, può anche essere portante.
(servizio sperimentale soggetto a sospensioni o interruzioni senza preavviso) |
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| Sito del profilo con nivologi impegnati nelle misurazioni del manto nevoso. |
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